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La congiuntura a Pistoia nel primo semestre del 2011

4 Agosto 2011

E’ difficile nascondere la delusione quando si leggono i dati del primo semestre, che si chiude con un lieve segno negativo per i livelli produttivi, “un quasi pareggio”, dunque, dopo quella che, nei primissimi mesi del 2011 era invece apparsa come una piccola ripresa. Nella prima parte del 2011 l’andamento dei livelli produttivi pistoiesi è restato dunque al di sotto di una “media Italia” che, peraltro, si contraddistingue per una crescita assolutamente non esaltante, inferiore rispetto ai paesi più dinamici dell’area dell’Euro. Non cambiano le differenze già osservate fra diversi gruppi significativi di aziende.
Le aziende “grandi” (con più di 10 addetti) continuano a crescere, ad una velocità poco inferiore rispetto alla media dell’anno scorso, anno di “ripresa” dell’economia italiana, ma è mancato questa volta lo slancio da parte delle “piccole”. Il dato complessivo riflette dunque una una frenata collocata nel periodo più recente, frenata confermata dall’evoluzione degli ordini. Ci sono poche sorprese, sotto questo aspetto, se si tiene conto del rallentamento generalizzato dell’economia negli ultimi mesi. Frena il commercio mondiale, frenano la maggior parte delle economie avanzate ed emergenti, si rivede al ribasso la crescita italiana.
Proviamo ad offrire una chiave di lettura, fra le molte possibili. Nel corso del tempo Pistoia ha in sostanza conservato (o forse ha accresciuto) il proprio ruolo “terziario” all’interno di diverse filiere produttive. Sintomi di questa evoluzione (di per sé non necessariamente negativa) il ruolo crescente degli ordini interni nel traino della produzione durante le fasi di ripresa, alcuni settori (in primis le calzature) dove è un fatto la ricollocazione di buona parte del sistema produttivo nella filiera di “grandi firme” esterne alla provincia. Come risultato, gli indicatori pistoiesi finiscono per mostrare nel loro complesso una certa “latenza”, un ritardo rispetto alle dinamiche in corso a livello nazionale ed internazionale. Nel periodo peggiore dell’ultima crisi la caduta dei livelli produttivi è stata un po’ inferiore ed anche un po’ ritardata per pistoia, l’impennata della cassa integrazione è iniziata con 3-4 mesi di ritardo rispetto alla media Italia. Per contro, il periodo della “ripresa” ha mostrato più di qualche incertezza e, in generale ha finito per essere meno vivace.
La dimensione fornisce certamente una chiave di lettura sui risultati, ma resta soprattutto intatta l’impressione di andamenti molto diversi all’interno dei settori. La semplice lettura del dettaglio merceologico delle esportazioni evidenzia differenze importanti fra gruppi merceologici anche simili. Indagini realizzate su microdati (come quelle sui bilanci delle società di capitali) mostrano proprio una dispersione crescente nel tempo per gli indicatori di risultato delle aziende pistoiesi.
Ulteriori elementi che inducono a considerare con attenzione l’evoluzione della congiuntura pistoiese in questo primo scorcio dell’anno sono la lentezza che caratterizza la ripresa delle esportazioni (il primo trimestre del 2011 si ferma a +5% tendenziale, rispetto ad una media Italia pari a +19% nel confronto con il 2010; rispetto al 2008, le esportazioni italiane sono ancora inferiori del 4%, quelle pistoiesi del 12%) ed il mancato rientro della cassa integrazione con interventi che, nei primi 6 mesi del 2011, rispetto ai due anni di massima erogazione (2009 e 2010) a Pistoia sono stati in crescita del 47% rispetto ad una flessione media nazionale del 15%. Infine, le previsioni delle aziende perdono un po’ dell’ottimismo che, anche nelle vicende alterne, aveva però contraddistinto tutto l’anno trascorso.
 

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