Nel 2010 il valore delle esportazioni di prodotti pistoiesi è cresciuto del 7% rispetto al 2009, restando tuttavia in flessione rispetto al 2008. Si tratta di un andamento un po’ peggiore rispetto alla “media Italia”.
Fra le province italiane Pistoia è al 79-esimo posto per crescita delle esportazioni manifatturiere nel 2010, ma la posizione nella parte bassa della classifica è in parte imputabile all’andamento erratico delle esportazioni del ferrotranviario, la cui distribuzione nel corso del tempo è legata a commesse tipicamente pluriennali. Senza considerare il ferrotranviario, Pistoia si troverebbe infatti all’incirca a metà classifica, al 58-esimo posto.
Anche il confronto con la Toscana è sfavorevole per Pistoia ma, anche in questo caso, si deve tener conto di risultati in qualche modo anomali registrati questa volta dalle altre province: Nel caso di Arezzo, la forte crescita del 2010 è legata all’oro, nel caso di Livorno ai prodotti petroliferi e chimici. Nel caso di Grosseto e Massa Carrara le forti oscillazioni nel medio periodo sono legate a particolari prodotti (macchine e prodotti chimici).
La crescita pistoiese del 2010 si caratterizza per un incremento superiore alla “media Italia” verso le destinazioni dell’Asia, che costituiscono tuttavia una quota piuttosto ridotta dei mercati di destinazione dei prodotti pistoiesi. L’Europa resta il mercato prevalente, che anzi accresce la propria importanza come mercato di sbocco.
Tanto il 2009 che il 2010 hanno interrotto la tendenza di lungo periodo verso la riduzione della quota che le esportazioni manifatturiere pistoiesi rappresentano rispetto al totale delle esportazioni italiane. La riduzione del peso di Pistoia è un processo che, salvo brevi interruzioni, dura dal 1991, ma che si è molto accentuato dopo il 2001. All’origine di tale percorso si possono individuare sia elementi di specializzazione delle destinazioni (la Germania e quindi gli Stati Uniti hanno costituito storicamente destinazioni di particolare importanza per l’export pistoiese, solo parzialmente rimpiazzate da altre destinazioni europee nel periodo più recente), che settoriali (tutto il comparto della “moda” presentava e presenta tuttora, nel caso di Pistoia, un peso particolarmente elevato e molto superiore alla media nazionale, mentre è sensibilmente inferiore il peso dell’elettromeccanica, che nell’ultimo decennio ha potuto contare sulla domanda per beni strumentali proveniente dai paesi emergenti).
Alcune analisi dimostrano tuttavia che i risultati pistoiesi, nel periodo che inizia dal 2001, sono stati mediamente inferiori anche “all’interno” della maggior parte dei comparti. Soltanto un piccolo gruppo di prodotti, che corrispondono a circa il 18% del valore esportato nel 2010, mostra un andamento migliore rispetto alla “media Italia” negli ultimi 10 anni..
Fra i settori che più hanno contribuito alla ripresa del 2010 la “biancheria”, i “motori ed apparecchiature elettriche”, i “prodotti in cuoio”. Nel medio periodo (rispetto al 2001), si segnala invece il contributo prevalente delle “piante vive” (le esportazioni pistoiesi rappresentano quasi la metà di quelle italiane, all’interno di questo specifico comparto), e gli “articoli di carta e cartone” il cui valore esportato nel 2010 ha raggiunto il 4% del totale nazionale.
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